CARIE

La carie è un processo distruttivo del dente dovuto all'azione degli acidi prodotti dalla placca batterica. Inizia dallo smalto in modo indolore, con una piccola cavità; in questo stadio non essenso ancora intaccata la polpa dentaria, il dente può essere curato e rimanere vitale. Estendendosi in profondità raggiunge la dentina, il dente fa male a contatto con il freddo, cibi acidi o zuccherati. Quando raggiunge la polpa, il dolore comincia a distruggersi e ad infettarsi, il dente duole alla pressione e a contatto con il caldo. L'ascesso (pus raccolto) si estende all'osso alveolare ed ai tessuti vicini. La faccia si gonfia, si rischia di perdere il dente.

CURA CANALARE

Si ricorre alla terapia endodontica qualora una lesione (cariosa, traumatica) determini una alterazione irreversibile del tessuto pulpare, fino alla necrosi stessa. È possibile inoltre ricorrere a questa metodica qualora l'elemento dentario debba essere coinvolto in riabilitazioni protesiche che, a causa della notevole riduzione di tessuto dentale stesso, determinerebbero un'alterazione pulpare irreversibile (necrosi pulpare per cause iatrogene).

La terapia endodontica ortograda è composta da diverse fasi:

  • accesso alla camera pulpare
  • sagomatura con strumenti endodontici manuali (k-files, headstrom, reamers etc.) o meccanici (strumenti in acciaio come frese di Gates, Largo, o Nichel-Titanio come M2, Pro-files, Pro Taper etc.)
  • detersione del canale radicolare mediante diversi irriganti (acqua ossigenata, ipoclorito di Sodio, calcio-chelanti).
  • sigillatura tridimensionale di tutte le strutture del canale (compresi canali laterali e delta apicale) tramite una gomma termoplastica (Guttaperca) secondo le tecniche di condensazione laterale a freddo, e condensazione verticale a caldo.
  • controllo radiografico

CORONA/CAPSULA

Il materiale di cui è fatta una capsula è solitamente una lega metallica (acciaio cromo-cobalto-molibdeno, leghe preziose a base di oro o platino, oppure zirconio) per l'armatura interna, che conferisce la funzione di protezione al dente, e ceramica per il rivestimento esterno, che ha lo scopo di dare una estetica accettabile, e fornire una superficie di masticazione con caratteristiche di durezza simili a quelle dello smalto; altre composizioni prevedono la ceramica integrale, la resina integrale (per le capsule provvisorie), oppure resina o composito su armatura metallica.

Capsula è il termine con cui viene definito un manufatto protesico dentale, che a forma di guscio riveste un dente, dopo che questo è stato opportunamente limato (o preparato), per garantirgli una maggiore resistenza ai carichi masticatori.

 

I denti che vengono incapsulati sono solitamente indeboliti da grandi carie o devitalizzazioni, oppure sono necessari come pilastri di un ponte.

La preparazione del dente consiste nel rimuovere, limando con una fresa diamantata da turbina, gli strati più esterni del dente, per uno spessore pari a quello che avrà la capsula protesica.

 

DENTE DECIDUO

I denti decidui, meglio conosciuti come denti da latte, svolgono um ruolo importante nello sviluppo delle ossa mascellari e della dentatura permanente: permettono la masticazione, mantengono lo spazio per i denti permanenti, permettono la fonazione, danno un bell'aspetto al sorriso del bambino, contribuiscono alla sua autostima.

I germi dei denti permanenti sono presenti nell'osso sotto la gengiva. I denti da latte guidano i denti permanenti nella posizione corretta e mantengono lo spazio.

I denti permanenti sono in nu,ero di 10 per l'arcata dentaria superiore e di 10 per l'arcata inferiore, più precisamente in base alla forma:

  • 2 incisivi centrali
  • 2 incisivi laterali
  • 2 canini
  • 4 molari decidui

Quando il dente permanente è pronto per erompere, le radici del dente decicuo si riducono permettendogli di cadere spontaneamente. A questo punto il dente permanente ha spazio per muoversi verso il posto che deve occupare.

DENTE PERMANENTE

 

I denti permanenti sono 32, 16 per ogni arcata:

  • 2 incisivi centrali
  • 2 incisivi laterali
  • 2 canini
  • 4 premolari
  • 6 molari

I primi denti permanenti ad erompere sono i primi molari e generalmente ciò accade verso i 5/6 anni. Questi denti erompono nella parte posteriore del cavo orale e non sostituiscono alcun dente decisuo. Per questo motivo spesso sono scambiati per denti decidui!

I denti permanenti, devono durare tutta la vita, un modo valido perchè i bambini mantengano una buona salute orale e proteggano la loro bocca è insegnare loro dei comportamenti corretti e sicuri in classe e nella vita di tutti i giorni. Quando un dente permanente erompe, le sue radici si stanno ancora formando la vita (fino all'età di 10-12 anni). Un trauma ai denti tra i 6 ed i 9 anni può interrompere questo processo. 

DENTINA

costituisce la struttura di sostegno del dente. Di colore giallo avorio, è comprimibile ed elastica, in modo da assorbire lo sforzo della masticazione trasmesso dallo smalto.

OTTURAZIONE

Il buco viene riempito con un composto speciale che simula la dentina e lo smalto del dente che si chiama composito.

L'otturazione è normalmente un materiale composito di base resinosa microriempito di silicio in condizioni normali si presenta solido di colore bianco, in particolari condizioni si usa ancora l'amalgama d'argento per le sue migliori caratteristiche di resistenza al carico masticatorio. L'otturazione è necessaria sulla superficie del dente che è stato aggredito dalla carie o fratturata da un trauma.

 La procedura prevede di asportare il tessuto compromesso, preparare una cavità che permetta la lavorazione e la ritenzione del materiale da otturazione.

Si buca la parte interna del dente e la si riempie di un acido speciale per aumentare la superficie microritentiva, si pennella un liquido per creare una interfaccia con il collagene dentinale e poi si inserisce quanto serve di un composto.

POLPA

è costituita da tessuto connettivo, arterie, vene e nervi, è racchiusa dalla dentina. Occupa la camera pulpare nella corona ed i canali radicolari nella radice. Forma la dentina, nutre e dà sensibilità all'elemento dentario.

SBIANCAMENTO

La metodologia dello "sbiancamento" dentale professionale è nata negli anni ottanta con l'introduzione del brevetto del modello di utilità d'uso del kit, registrato con il marchio WHITESMILE. Il sistema consisteva nella utilizzazione di due fonti combinate di energia (luce e calore) per attivare l'ossigeno nascente del perossido di idrogeno (H2O2) che ntrando per osmosi nella zona interprismatica esercita sul dente un'azione decolorante. 

Da allora molte vie sono state introdotte come sorgenti di energia nel meccanismo del bleaching, in diversi paesi del mondo, soprattutto negli Stati Uniti. Nel corso degli anni si è passati da sistemi professionali termici, a vari tipi luminosi e/o termici ed ultimamente anche ad ultrasuoni.

Tutti i sistemi sbiancanti tradizionali hanno un unico scopo chimico: la scomposizione di perossido di idrogeno quale agente ossidante sulle molecole cromogene dentali.

SMALTO

è la parte normalmente visibile del dente, è brillante, traslucido, molto duro, protegge la dentina all'interno della corona.

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